Eau de Minthé edp di Diptyque

Se dico menta, cosa vi viene in mente?

Fin da bambino, mentre i miei coetanei preferivano gli aranci e limone oppure i gusti alla frutta, l’unica cosa in grado davvero di dissetarmi nella calura era una buona granita alla menta.

Ancora oggi solo a guardare il bel verde smeraldo dello sciroppo che tinge il bianco satinato del ghiaccio, non vedo l’ora di gustarne il refrigerio. Nella cucina italiana la menta non è usatissima, ma non è un caso che nei paesi torridi del nord Africa e del medioriente la menta è molto usata per profumare i piatti rendendoli freschi e sfiziosi.

Il legame fra il caldo infernale e la menta ha origini che si perdono nell’antichità.
Se oggi la menta regala il suo aroma anche ai più comuni prodotti per l’igiene personale, c’è stato un tempo in cui Ovidio ne cantava le sue origini divine nelle sue Metamorfosi.

La ninfa Minthé, bella figlia del dio-fiume Cocito, venne sedotta dal Signore degli inferi Ade innamorato di lei e poi trasformata in una pianta profumata per salvarla dalla gelosia furiosa della moglie Persefone.

Traendo ispirazione dal mito greco, il profumiere Fabrice Pellegrin (Eau Duelle, Do Son, Volutes…) riscrive per Diptyque un mito della profumeria nato dalla metamorfosi frutto delle prime molecole di sintesi che ha dato vita alla famiglia olfattiva fougère.

Così nasce Eau Minthé di Diptyque giocata sulla freschezza aromatica della menta per esaltare le note accese e floreali del geranio, mentre il patchouli conferisce profondità e mistero.

Appena spruzzata, Eau de Minthé irradia la freschezza pungente del bergamotto e del mazzetto aromatico di menta e geranio che rendono la partenza cristallina.

Lo scintillio dei suoi accenti metallici per un istante allude alla sferzata sport-chic contemporanea dei capisaldi maschili degli ultimi vent’anni e ci accompagna verso il cuore appena rosato della fragranza.

Evitando i riferimenti funzionali, dal chewing-gum al dentifricio che rendono così difficile l’uso delle armonie mentolate nella profumeria fine, la fragranza sviluppa i tannini di un dissetante the alla menta.

Sorso dopo sorso affiora il patchouli, più asciutto e vellutato del solito grazie ad una speciale estrazione frazionata, avvolto da una candida nuvola di muschi.
L’equilibrio fra la sferzata invigorente della menta e la scia appena talcata mi porta dritto alla memoria ancestrale che l’eleganza europea associa al fougère, a quel lusso privato che ogni uomo dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita: la rasatura dal barbiere.

Reclinarsi sulla poltrona, chiudere gli occhi e poi via al panno caldo e al sapone montato a mano, seguiti dalla precisione del gesto mentre il rasoio a serramanico scorre lungo il collo scolpendo i contorni del viso… E ancora il tocco finale, la spennellata di talco per lenire la pelle ed evitare il prurito togliendo ogni residuo.

Diffusivo e molto persistente anche nella calura, Eau Minthé eau de parfum piacerà sicuramente agli uomini, ma il suo effetto energizzante ha una vocazione unisex e non lascerà indifferenti nemmeno le donne dinamiche e audaci.

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