BELLES RIVES

Abbassa la tua radio per favore se vuoi sentire i battiti del mio cuor” così canticchiava l’Italia del 1940. Il roboante progresso acclamato dai futuristi, con le automobili veloci e la spinta delle macchine alla fiorente industria, in vent’anni aveva tradito in parte le promesse di ascesa sociale. Il bel mondo rimpiangeva così la lentezza della Belle Époque, tramutata in un lusso estremo che innamorati e pensatori potevano trovare ormai solo negli hotel plù blasonati.

Appena vaporizzato, Belles Rives ci suggerisce con l’apertura esperidata di bergamotto la luce radente del sole al tramonto, algida di quel chiarore sovraesposto dei flutti che già invocano la notte.
Mentre la spiaggia lentamente si fa muta, monta la bruma metallica di mirra e d’incenso a dipingere la tavolozza di questo jus immediato ma particolarissimo, fatto più di superfici e materie eccellenti che di evoluzioni variopinte. Argento, tortora, via via fino al perla, questa scala di grigi non sconvolge, ma coinvolge con sobria eleganza contemporanea.

Un accenno floreale di osmanthus e un nonnulla di gelsomino sambac bastano a donare il comfort di un the sorseggiato seduti sugli scranni in ferro in terrazza, un bacio verde e floreale, caldo e tanninico mentre le labbra sfiorano la sottile porcellana opalina.  Lo spettacolo irreale dell’imbrunire lascia senza fiato, stretti nelle giacche in gabardine blu mentre le vele tornano a riva e la frescura abbraccia le vallate di conifere: il loro canto violaceo ha la voce solenne e terrosa del cedro e del vetiver, ma il tono è quello talcato d’un sussurro d’iris fiorentina che disegna nell’aria soavissimo adagio, languido come un ritmo d’altri tempi. Il palpito di quegli Années Folles che attraversa un po’ tutte le fragranze de La Parfumerie Moderne, giorni in cui la radio dagli intarsi di radica déco diffondeva un nostalgico, Silenzioso Slow.

180,00

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