NIRAL

L’avvio di Niral di Neela Vermeire è euforizzante come un sorso di champagne rosé, appena floreale di violetta e fruttato di ribes nero ma il pizzicore delle bollicine qui frizza con le spezie rinfrescanti della cucina indiana, soprattutto pepe rosa e cardamomo. Un attimo dopo già si intuisce il protagonista della fragranza, l’iris grazie ai suoi primi buffi talcati che odorano di ciprie à l’ancienne e lieviti. E’ ancora presto però per svelarsi fino in fondo e prende il sopravvento una girandola cangiante di petali che alterna il verde croccante delle magnolie in boccio all’avorio polposo dei gelsomini e via fino al più sontuoso cremisi delle rose inglesi, tessendo così un intricato motivo floreale.

La vera indole di Niral di Neela Vermeire però non è il vociare garrulo dei mercati di fiori a Bombay, ma l’amabile conversazione squisitamente europea dei salotti londinesi. Pian piano l’iridescente rondò si placa in un placido fluire di iris, sandalo e the. Sfumati gli ossequi civettuoli, l’iris mostra ora il suo volto più chic, pacato e terreno, mentre il the dona uno slancio vibrante, tanninico e tostato che fa da perfetto contraltare al sandalo, così cremoso e biscottato da ricordare un po’ la panna rappresa con gli scones. Quella di Niral è una raffinata compagnia che si apprezza tutto l’anno, un discorso allegro ma mai volgare o ruffiano che intriga con voce soave per molte ore.

225,00

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