RUBINI

I profumi Rubini sono un omaggio al carattere e alla qualità dell’alta profumeria di un tempo, un viaggio nella memoria iniziato nel 1936, con la profumeria di famiglia, e proiettato nel futuro, con un progetto: creare nuovi classici, profumi concepiti per oltrepassare i tempi e le mode. Per realizzare questo disegno, Andrea Bissoli Rubini fondatore del brand, ha scelto un team tutto made in Italy. L’esperto di fragranze Ermano Picco svela ciò che gli interni di casa Rubini raccontano per tradurli in impressioni olfattive. Il giovane talento Cristiano Canali è l’attento compositore che ascolta i sogni e li sublima ad arte in preziose note olfattive. Francesca Gotti è la designer che ha saputo tradurre nella bellezza di un’architettura in temporale le suggestioni passate e future del mondo Rubini.

«Rubini è un omaggio al carattere e alla qualità dell’alta profumeria di un tempo, venduta dalla mia famiglia per quasi 80 anni. Vuole interpretare ciò che di meglio la profumeria moderna può offrire»: così parla Andrea Bissoli Rubini

I Profumi Rubini nascono dalla creatività italiana per raccontare la visione di un futuro anteriore, un viaggio nella memoria iniziato nel 1936 e proiettato nel domani con la stessa passione per la bellezza: creare nuovi classici, profumi concepiti per oltrepassare i tempi e le mode.

Le fragranze Rubini ci parlano come l’interno di una casa, la casa Rubini, dove i muri stratificano le storie e i ricordi dei decenni passati ed aprono finestre verso l’orizzonte futuro.
Per esprimere a pieno i valori fondamentali di Rubini, Andrea Bissoli Rubini ha scelto di collaborare con un team tutto made in Italy.
L’esperto di fragranze Ermano Picco svela, strato dopo strato, ciò che gli interni di casa Rubini raccontano per tradurli in impressioni olfattive.
Il giovane talento Cristiano Canali è l’attento compositore che ascolta i sogni e li sublima ad arte in preziose note olfattive.
L’emozione della forma odorosa diventa tangibile grazie alla designer Francesca Gotti che ha saputo tradurre nella bellezza di un’architettura in temporale le suggestioni passate e future del mondo Rubini.

Verona 1937

La vivacità delle colonie e delle brillantine che Pietro Rubini riforniva ai barbieri della città è il primo saluto entrando nella piccola profumeria del centro.
«Una cipria» chiede una cliente e subito l’aria si riempie di polvere finissima e sentori seducenti. Il calore dei costumi di scena e delle luci esalta l’odore pastoso dei ceroni che spesso omaggia agli artisti d’opera dell’Arena per farsi conoscere. I profumi più audaci però sono quelli della sera che mischia fumo e discorsi lascivi alle fragranze e alle civetterie che, oltre chiusura, Pietro vende nelle case di piacere.
Così ho immaginato gli aromi stratificarsi e brillare nella luce dorata di settembre che matura i grappoli di soave per raccontare di un uomo speciale, del coraggio e della passione per la bellezza come sue fondamenta, valori che oggi si distillano in fundamental.

Ermano Picco

La sfida più grande è stata racchiudere i tanti input, suggestioni ed aspettative in un unica fragranza: le fondamenta di casa Rubini sono un equilibrio di contrasti ed unisoni.
Un progetto così ambizioso e complesso non poteva che trovare riflessi in materie prime di assoluta qualità, miscelando ingredienti più tradizionali con ritrovati innovativi dell’industria profumiera. L’armonia nel risultato è dovuta ad uno studio attento della formulazione, atto a ricreare un classico contemporaneo.
E’ stato un vero piacere collaborare con un team così affiatato e dinamico.

Cristiano Canali

Ho immaginato la casa Rubini: sui muri le storie e i ricordi dei decenni passati e le finestre aperte verso l’orizzonte.
Due gusci materici promettono di custodire un’esperienza italiana per sua natura intima e informale.
La traduzione visiva di una stratificazione di memoria, giocata sull’alternarsi di materiali pieni e densi con altri più fragili e leggeri.
Uno squarcio, quello attraverso il vetro, che intende suggerire una visione per costruire, dalle “fondamenta”, il futuro di un progetto libero e coerente.
La ricerca di una forma, i suoi materiali imperfetti, il lavoro sperimentale come condizione ideale perché un sogno diventi realtà.

Francesca Gotti

Fundamental:
Note di testa: bergamotto di Calabria, mandarino, sensuali fiori di esperidi;
Note di cuore: uva Soave, sentori di macchia, iris fiorentina, cera d’api;
Note di fondo: legno di cedro, sandalo, vetiver Java, accordo velluto, cuoio.

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